Scacchiera Fiorentina Visualizza ingrandito

Scacchiera Fiorentina

art. 17

Nuovo

 Scacchiera - I Guelfi contro il Ghibellini nella Firenze del  1500

Maggiori dettagli

Scheda tecnica

Altezza del RE15 cm.
Larghezza52 cm.

Dettagli

I termini guelfi e ghibellini, derivate dalle due famiglie rivali dei Welfen e degli Staufer (signori del castello di Waiblingen) in lotta per la successione imperiale nella prima metà del XII secolo, denominarono nella penisola italiana della seconda metà del medesimo secolo due fazioni politiche che sostenevano rispettivamente Papato e Impero.

In un primo momento, quindi, i due partiti non ebbero il significato che poi acquistarono successivamente. Furono ambedue partiti imperiali: uno, quello che poi prese il nome di Guelfo, sostenne vari pretendenti della casa di Baviera, tra cui, alla morte di Enrico VI (1198), Ottone IV di Brunswick; l'altro, che poi prese il nome di Ghibellino, portava sugli scudi Federico II. Soltanto più tardi, i Guelfi si sarebbero schierati, non più dalla parte di un Imperatore, ma da quella del Papa. La stessa denominazione di Guelfi e Ghibellini fu un'invenzione linguistica di Firenze, che ebbe straordinaria diffusione in Italia prima, poi in tutta l'Europa. Come gli Hohenstaufen erano diventati gli Stuffo e gli Svevi, i Soavi, nella stessa maniera il nome di Welf divenne Guelfo, e quello di Weibling, Ghibellino.[2]

I guelfi e i ghibellini sono diventati così popolari nelle città italiane forse perché, com'è stato rilevato da un celebre medievista, Christopher Wickham, l'Italia è una nazione che celebra

« come momento di cristallizzazione (…) nel Medioevo la sua divisione più che la sua unificazione »

[3][4]

In Italia tradizionalmente guelfi furono i comuni di Milano, Mantova, Bologna, Firenze, Lucca, Padova; famiglie guelfe furono i bolognesi Geremei, i genovesi Fieschi, i milanesi Della Torre, i riminesi Malatesta e le dinastie di origine obertenga come i ferraresi Este e alcuni rami dei Malaspina.

Tradizionalmente ghibellini, ovvero filoimperiali e filosvevi, furono i comuni di Pavia, Asti, Como, Cremona, Pisa, Siena, Arezzo, Parma, Modena. In Italia famiglie ghibelline furono i bolognesi Lambertazzi, i comaschi Frigerio e Quadrio, i milanesi Visconti, gli astigiani Guttuari, i toscani conti Guidi e gli Ubaldini di Arezzo, i ferraresi Torelli-Salinguerra, i fiorentini degli Uberti e Lamberti, i pisani Della Gherardesca, i trevigiani Da Romano, i senesi Salimbeni e Buonconti, i marchesi Aleramici del Monferrato, e le dinastie di origine obertenga come i Pallavicino e alcuni rami dei Malaspina.[5]

Molto frequenti furono comunque i cambi di bandiera, per cui città e famiglie tradizionalmente di una parte, non esitarono, per opportunità politica a passare alla fazione opposta.

(fonte: Wikipedia)